In una ancora calda serata di fine agosto ci hai lasciati. Il cerchio della tua vita si è naturalmente chiuso, ma non concluso, perché grande è l’eredità che hai lasciato a tutte noi: ci hai insegnato la forza autogenerante della carità, donando amore, hai generato amore, affetto, attenzione in una catena continua, riversandolo tutto ai più bisognosi che molto spesso bussano alla nostra porta. Per omaggiarti, le parole sono state già declinate tutte, e a noi, colleghe e amiche del centro di ascolto non rimane altro che affidare a queste poche righe i teneri ricordi che a poco a poco affiorano alla nostra mente. Ti ricordiamo sempre pronta a scendere in campo in ogni circostanza, infaticabile e sorridente, tenace e caparbia, ma sempre caritatevole, come quando in pieno inverno, armata dei tuoi guantini e della tua eterna borsetta a tracolla ti spendevi per la raccolta alimentare; ti ricordiamo presente alla varie pesche di beneficienza, sempre in prima linea, pronta a sfoderare la tua inesauribile capacità di persuasione. E ancora eccoti pronta per la distribuzione dei viveri, in piena emergenza sanitaria, mai stanca, senza dimenticare l’oculatezza con cui sfogliavi i volantini dei supermercati alla ricerca del miglior prezzo e della maggiore quantità, sempre per favorire i più svantaggiati che sentivi come una famiglia, forse un po’ raffazzonata, un po’ furbetta e a volte di difficile gestione, ma pur sempre famiglia e come tale da amare senza eccezioni. Ci torna in mente la tua simpatica presenza ai pranzi dell’amicizia offerti dalla parrocchia, sempre soddisfatta di poter condividere pasti, amicizia e sorrisi con gli altri e sempre pronta a chiedere “altro sale, per favore!”… Ricordiamo quando a fronte ai nostri “Laura riposati!” “Laura risparmiati”, la tua disarmante risposta, come i tuoi occhi, era sempre la stessa: “No, non sono stanca, mi fa piacere. E poi, è la mia vita!”
Questa era la nostra Laura. Ciao, cara amica, ti affidiamo alla misericordia di Dio.

