Lunedì dell’angelo: una chiesa piena di fiori bianchi, il coro dietro all’altare, gli addobbi con i ramoscelli di pesco sui banchi e tanta gente. Lo scenario di un funerale o di una festa? Sembrava quasi dovesse entrare in chiesa una sposa o una processione di bambini… e invece è entrata una bara. Ma era lei, Girolama, la nostra amica! Una persona davvero speciale, come ha ricordato Don Gianfranco. La “terribile e amabile” vecchietta, che travolgeva con le sue manifestazioni d’affetto, con il suo sorriso, con quell’aria sempre bonaria, nonostante la sua vita, e ben lo sanno quelli ai quali ha fatto qualche confidenza, non sia stata davvero una vita facile. Ma di lei ricordiamo la sua pretesa di far capire il suo stretto dialetto napoletano a tutti, anche a Generoso, il filippino, che era il suo riferimento costante, vista la pretesa che aveva, di insegnare a cucinare lasagne e orecchiette . Così la cucina dei preti era il luogo più ambito dove poter entrare, per portare vivande cucinate o per poter diffondere consigli culinari. La ricorderemo così, indomita, con noi durante le gite parrocchiali, che a volte sono dotate di camminate faticose, dalle quali non si tirava indietro, rifiutando anche il braccio che gli porgeva qualcuno che ancora non aveva superato, come lei, i 90 anni!

