Gabriella Danna

«Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento» (Eb 12,1-2).

Parlare di Gabriella è per me una gioia. Ricordare, infatti, una persona bella che non vediamo più ma che continuiamo a sentire vicina grazie al mistero della comunione dei santi, che unisce il Cielo alla terra, dilata il cuore e illumina il presente della luce che la sua esistenza irradiava. Gabriella per me non è stata solo una sorella nella fede e nella consacrazione al Signore ma un’amica e una persona di famiglia. La sua partenza non mi fa interrogare sul perché non ci sia più ma mi spinge a rendere grazie al Signore per il dono immeritato e del tutto gratuito di averla incontrata e di aver goduto del suo affetto e del suo sguardo benedicente.

Tre sono le istantanee che affiorano maggiormente alla mia mente:

  • Gabriella seduta sul divano del salotto di casa sua durante le nostre conversazioni che partivano dalla lettura dell’attualità e sfociavano nella contemplazione dei misteri del Regno e nell’anelito all’incontro definitivo con lo Sposo;
  • Gabriella che dialoga con altre nostre sorelle consacrate, specie le più giovani, o con donne in discernimento, durante i nostri incontri nazionali dell’Ordo virginum;
  • Gabriella che sosta davanti al Santissimo in parrocchia, dopo la celebrazione dell’eucaristia per la recita della Liturgia delle Ore e il dialogo con lo Sposo.

Queste tre istantanee descrivono Gabriella tratteggiando alcune sue caratteristiche: l’acume e la sapienza nell’affrontare qualsiasi argomento, l’attenzione al cammino di crescita degli altri e la sua fede solida. Donna in ascolto del Signore e degli altri, Gabriella ha promosso la bellezza interiore delle persone con cui è venuta in contatto. Lo ha fatto con tanti sacerdoti, verso i quali ha vissuto una speciale maternità spirituale, e con tante sorelle dell’Ordo per le quali è stata un punto di riferimento e una sorella maggiore. Pur se “giovane” nell’Ordo virginum, essendosi consacrata in tarda età, la sua maturità ha manifestato una vita donata da tempi remoti, direi da sempre, e l’ha spinta con audacia, tenacia e notevole dispendio di energie a radunare le diverse donne consacrate con il rito Ordo virginum presenti nella diocesi di Roma per farne una comunione di sorelle che potessero incontrarsi, pregare, formarsi e crescere insieme.

Per questo Gabriella, che ora vive in pienezza le nozze con lo Sposo, fa parte di quella innumerevole schiera di testimoni che, come ricorda l’autore della Lettera agli Ebrei, ci invita ad avanzare nel cammino tenendo fisso lo sguardo su Gesù che dà origine alla nostra fede e vuole farla sbocciare pienamente. Interceda per noi Gabriella ora che il suo canto risuona nel santuario celeste.

Rosalba