Non ci sono parole per descrivere chi era Bruno. Perché Bruno non aveva bisogno delle parole. Una delle poche parole che amava dire è “le mani sanno”… già, a lui le parole non servivano, perché Bruno parlava con le mani, con i gesti, con gli sguardi, con gli atteggiamenti… con il sorriso.
Bruno era la tenerezza.
Ricordo che tanti anni fa don Tonino ci disse che una famiglia si era affacciata alla parrocchia e desiderava partecipare alla vita della comunità. Per un bel po’ non ne avemmo notizia perché, ci disse un giorno Titti, evidentemente i tempi non erano maturi. Si presentarono tempo dopo, e in breve sono diventati un punto di riferimento all’interno del gruppo famiglie e della comunità di Gesù bambino. Quando c’era da preparare un incontro, fare un intervento, stimolare una discussione, Titti era in prima linea… ma se c’era qualcosa da fare, una persona da accogliere, un sorriso da distribuire, un abbraccio da donare, lì c’era Bruno.
Perché la tenerezza di Bruno non aveva bisogno delle parole.
Quando si parlava dell’amore fra sposi, Titti raccontava il loro incontro, la tenacia di Bruno nel corteggiarla, la sua gentilezza, i suoi gesti di affetto… e Bruno la guardava con gli occhi di un ragazzo innamorato come i primi tempi… a volte aggiungeva qualche parola dolce, ma erano il suo sorriso ed il suo modo di guardarla che dicevano tutto il suo amore.
Perché l’amore di Bruno non aveva bisogno delle parole.
Quando si parlava dei figli, a Bruno venivano subito gli occhi lucidi… i suoi tre figli amati, tre figli diversi da lui e diversi fra di loro. Tre figli che hanno preso in mano la loro vita, come è giusto che sia, e che hanno fatto le loro scelte, ma che da Bruno e Titti hanno imparato e conservano l’amore per la famiglia. Bruno a volte si rammaricava di non essere stato comunicativo con loro come avrebbe desiderato… ma non si comunica solo con le parole, e il suo sguardo di tenerezza non ha mai smesso di accompagnare i suoi figli… e i suoi 5 nipoti, per i quali è stato un nonno amorevole.
Perché la tenerezza di Bruno non aveva bisogno delle parole.
Ricordo che nell’ultimo incontro con i fidanzati, già in tempo di pandemia, abbiamo chiesto a Bruno e Titti di fare una testimonianza. Eravamo online. Bruno e Titti sul loro divano. E Titti a fare la testimonianza sulla loro vita, il corteggiamento, i figli, le difficoltà, la malattia, la riscoperta della fede, il cammino nel gruppo famiglie. Bruno la guardava, sempre in silenzio… ma gli occhi, quelli sì parlavano. E solo alla fine Bruno ha finalmente detto due parole, del tipo “ragazzi, io posso solo augurarvi di volervi sempre bene, perché l’amore è il più grande regalo che potete fare uno all’altra”.
Al termine delle testimonianze, come al solito, abbiamo chiesto ai fidanzati se avevano qualche commento… si è alzato un ragazzo e ha detto “grazie a tutti per le vostre testimonianze, ma in particolare voglio ringraziare Bruno, che con le sue parole mi ha scaldato il cuore”. Mi sono detto: ma come? Bruno? Ma se praticamente non ha detto niente!
Ma tu, Bruno, eri questo… la tua tenerezza non aveva bisogno delle parole.
Maurizio
Domenica 28 marzo, durante la S. Messa delle Palme delle ore 11.00 (celebrata all’aperto, nel campo di calcetto, per rispettare ancor più le norme anti-COVID), abbiamo ricevuto una notizia tristissima: è salito al Signore il nostro Amico Bruno Frasca.
E’ stato un dolore per tante persone della comunità di Gesù Bambino a Sacco Pastore. Abbiamo pianto in tanti, a cominciare da Don Gianfranco, perché chi ha conosciuto Bruno non poteva non commuoversi. Sempre sorridente, gentile e cortese con tutti, generoso e altruista, sempre pronto ad aiutare gli altri o a dare una parola di conforto, Bruno è stato “la bontà fatta persona”! E non è una frase fatta, di quelle che si dicono spesso quando muore una persona. Bruno lo era veramente: era “dolce” come il cioccolato della sua Modica!
E da tanti anni il suo contributo alla Parrocchia era davvero immenso. Era impegnato nel Servizio di Accoglienza in Sagrestia, era membro del Consiglio Economico, faceva parte, con la moglie Titti, del Gruppo Famiglie, curava, sempre con la moglie, la preparazione dei battesimi e i corsi per i fidanzati. Pur essendo tanto legato e sempre vicino ai suoi tre figli e ai nipoti, non mancava mai alle funzioni liturgiche più importanti, ai pellegrinaggi in Italia e all’estero. Era spesso in giro, per Roma e provincia, per aiutare e consigliare Don Gianfranco negli acquisti di arredi e materiali per la Parrocchia.
E’ difficile dimenticare le sue accorate testimonianze di fede, di amore coniugale e filiale, di affetto per i nipoti, così come il suo esempio di carità, di come ci si possa donare al prossimo, anche a costo del proprio dolore fisico.
Ma soprattutto è stato per tanti anni la guida artistica della Parrocchia. Sue le tante icone bizantine che manifestano la fede e l’arte anche nelle case di alcuni parrocchiani. Sua l’idea di allestire, insieme ai compianti Gregorio e Bruno Fondacci, oltre che al buon Fernando, il presepe posto sul terrazzo della chiesa, con i grandi personaggi in legno (che rabbia e che delusione ebbe quando gli rubarono, più di una volta, il suo Gesù Bambino!). E ancora sua è stata l’idea di realizzare, con il contributo anche di Ludovico (pure lui, da pochissimo, salito in Cielo), in un ex magazzino della chiesa, quel meraviglioso e artistico presepe permanente, sullo stile dei presepi delle chiese e dei musei napoletani, che è divenuto simbolo e orgoglio della nostra Parrocchia.
E’ bello ricordarlo quando, con incredibile creatività e con entusiasmo quasi fanciullesco, insieme agli altri Amici raccontava di come avevano risolto un problema dello sfondo, del cielo, di prospettiva, del legno, dei fori, del flusso d’acqua, dei fili, delle luci…
Mi piace, infine, ricordarlo per il suo caldo “cuore siciliano” che lo portava sempre a desiderare di abbracciare le persone e di ricevere abbracci (lui ne dava una delicata motivazione psicologica) e la sofferenza patita in questo ultimo anno pandemico per l’impossibilità di gettare le braccia al collo di parenti e amici.
Abbiamo perso un caro Amico, un parrocchiano e un artista prezioso che non dimenticheremo mai, ma ringraziamo il Signore perché ha donato alla nostra comunità una persona come Bruno. Speriamo di saper fare tesoro delle sue testimonianze di fede e di amore ed esprimiamo a Titti e alla sua famiglia il nostro affetto e il nostro cordoglio.
Ciao Bruno.
Antonio

